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L'eremo di S. Maria a Cetrella situato in splendida posizione panoramica sul monte Solaro, affacciato sulla rada di Marina Piccola, costituisce una delle più importanti testimonianze dell’architettura tardo gotica presente sull’isola. L’eremo anticamente godeva della particolare devozione dei corallari capresi; infatti la statua della madonna, presente nella chiesa e databile fra XV e XVI secolo, era sacra ai marinai che, prima di partire per la raccolta del corallo, salivano in pellegrinaggio alla chiesa per chiedere la protezione dalle avversità del mare. La fondazione del romitorio, come sostenuto da Roberto Pane, si può datare al XV secolo per le analogie riscontrabili con la casa di via Posterula a Capri; le due navate ed il campanile rappresentano la parte più antica del complesso religioso, in seguito più volte ristrutturato. Una prima serie di lavori si ebbero nel 1504 con il lascito testamentario di Alfariello Farace.
L’impianto planimetrico della chiesa è piuttosto singolare ed è costituito da un’aula di forma quadrangolare, suddivisa in due navate, coperte da quattro volte a crociera, i cui costoloni scaricano su di un pilastro centrale e, ai lati, in dei risalti murari che costituiscono una sorta di proto paraste. Le due crociere di ogni navata, sono unite da archi ogivali nella parte sommitale, riprendendo una soluzione già presente nelle crociere angolari del chiostro piccolo della certosa di S. Giacomo: prova evidente del ruolo svolto dalla certosa nello sviluppo dell’architettura locale. La partizione interna in due navate è accentuata dalla presenza degli altari gemelli; la navata di destra presenta una piccola cupola su di un alto tamburo nella zona dell’altare dove, sul retro, un pilastro curvilineo accenna ad una piccola abside. L’ingresso della chiesa è costituito dal protiro ad arco ogiavale che immette nella navata di destra; alle spalle del protiro è visibile il piccolo campanile, a pianta quadrata che, insieme alle due navate, rappresenta la parte più antica della chiesa databile agli inizi del XV secolo. La sagrestia, invece, risale alla ristrutturazione seicentesca ed è costituita da uno spazioso ambiente coperto da una volta a padiglione in cui si aprono tre unghie.
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